«L`obiezione? Aiuta a crescere» (14-01-2008) (14/01/2008)

Incontri. L`alternativa alla leva raccontata da chi l`ha vissuta

Don Biondaro: «Oggi e quasi un impiego»

Impegno e attenzione rivolta agli altri, dai disabili agli anziani, dai giovani ai senza fissa dimora, uniti al rigore e alla disciplina. Queste le caratteristiche fondanti dell`obiezione di coscienza, capitolo archiviato definitivamente due anni fa con l`abolizione del servizio di leva obbligatorio, e sostituito con la sua versione più moderna e dinamica: il servizio civile nazionale, facoltativo, aperto anche alle donne e, almeno in parte, remunerato. Per ricordare l`esperienzavissuta, in alternativa al servizio militare, gli ex obiettori che
hanno prestato servizio nel Centro pastorale giovanile, con sede a Settimo di Pescantina si sono ritrovati sabato pomeriggio per un momento di preghiera e riflessione, ma soprattutto per raccontarsi le loro vite, diverse, ma con un punto in comune; quei rasesi, a cavallo dei diciotto, vent`anni, trascorsi a, disposizione degli altri. «L`impegno di un anno di vita a servizio diretto di giovani e disabili è stato realizzante. Serve per diventare adulti consapevoli. Esperienze coree questa mostrano i frutti nel momento in cui entri attivamente a far parte della società», ha raccontato Alessandro Toaiari,
39 anni consulente informatico, che nel`94 è stato uno dei primi obiettori a trascorrere i mesi del servizio nel Centro pastorale giovanile. «Sono arrivato dopo un periodo iniziale con i disabili e, dato che ero tra, i primi, il lavoro è stato un po`tutto da inventare. Soprattutto dal punto di vista logistico, per l`organizzazione delle esperienze dei giovani sia in Italia che all`estero. Ricordo in particolare un viaggio in Romania, quando ho accompagnato i giovani della,pa,storale in un orfanotrofio gestito da suore veronesi. È stata un`esperienza profonda, un impegno su due livelli, quello veronese, con i ragazzi, e quello internazionale, con i bimbi romeni». «Sono un non-violento, ma lamia scelta di diventare obiettore è stata dettata soprattutto dal desiderio di fare un`esperienza, a contatto con gli ultimi. Ho trascorso qualche mese in Caritas, al centro di ascolto, epoi ho chiesto di essere trasferito al Centro pastorale per essere insieme ai giovani», ha
commentato Marco Lucchi, 24 anni, che ha effettuato il servizio civile nel 2005, ultimo anno prima dell`abolizione del servizio di leva obbligatorio e si è occupato di organizzare il viaggio che ha portato i ragazzi delle parrocchie veronesi a Roma per l`ultimo saluto a Giovanni Paolo II. All`incontro di sabato, oltre al direttore del centro diocesano giovanile, don Alberto Giusti, erano presenti anche il direttore della Caritas don Giuliano Ceschi e il suo predecessore, don Giovanni Biondaro. «Quello dall`obiezione di coscienza al servizio civile volontario, che pure conta numerosi giovani ogni anno, è stato un passaggio epocale. Ora il servizio viene spesso visto come una sorta di pre-impiego nel sociale. Penso che si sia, persa la possibilità di incontrarsi e scontrarsi . Inoltre l`obiettore era costretto a turni di lavoro e riposo ben precisi, spesso viveva anche all`interno delle realtà: un modo insommaper uscire dalla realtà parentale e assumersi una, responsabilità sociale», ha commentato don Biondaro, «con la fine dell`obbligatorietà del servizio civile abbiamo perso l`occasione di incontrare il mondo giovanile a livello
sociale».

Ilaria Noro

 


Data ultimo aggiornamento: 06/11/2014



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