Servizio civile, funziona la «scuola di cittadinanza» (13-12-2007) (13/12/2007)

Funziona. Il servizio civile nazionale è davvero una scuola di cittadinanza.
Tra i ragazzi che dedicano un anno al Paese si «incrementa il livello di partecipazione ad attività associative», «di volontariato» e «di comportamenti legati alla cittadinanza attiva e alla partecipazione politica». Il dato emerge dalla ricerca svolta dall'Irs per il IX Rapporto Cnesc sul servizio civile in Italia illustrato alla presenza del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, del sottosegretario Cristina De Luca, del direttore dell'Ufficio nazionale del servizio civile Diego Cipriani - alla vigilia della Giornata nazionale del Servizio civile di sabato a Napoli.
Più del 15% di chi esce dal servizio decide di fare volontariato, e cresce del 5% la partecipazione a manifestazioni e campagne elettorali o referendarie. Sul fronte quantitativo il rapporto informa che i beneficiari dei progetti Cnesc sono 4,8 milioni di utenti, per un valore di 78 milioni di euro di servizi erogati: 36 milioni dallo Stato, 13 dalla Cnesc, con un saldo positivo di 29 milioni, cioè un ritorno del 59%.
Le motivazioni che spingono i giovani (66% ragazze) al servizio civile sono l'arricchimento umano (66%), la formazione (58%), il confronto con realtà diverse (49%), il rendersi utili (47%). Incidono meno le motivazioni economiche legate ai 433 euro mensili: indipendenza (29%), lo stipendio (25%).
Non è un lavoro, ma aiuta a trovare lavoro: gli occupati prima del servizio sono meno del 9%, un anno dopo quasi il 38%. II 54% è universitario, e di questi il 69% riesce a seguire senza ritardi il piano di studi. Universitari, dunque, e impegnati nell'associazionismo o in politica. Meno chance per chi vive al Sud o è disoccupato.

« È un'occasione di crescita - dice De Luca - ma dovrebbe essere rivolta di più a chi ne ha maggiore bisogno». Maria Guidotti, portavoce del Forum del Terzo settore, concorda: «Il servizio civile dovrebbe intervenire per l'inclusione di certo disagio giovanile». Sì, dice il presidente della Cnesc Fausto Casini, «ma per il servizio civile si avviano i giovani in base ai fondi, 300 milioni. Le Forze armate hanno i soldi in base agli obiettivi, cioè 23 miliardi». Il ministro Ferrero concorda sulla necessità di aumentare i fondi: «Da 200 siamo passati a 300, ma ne servirebbero 50 in più. Ma un aumento troppo rapido potrebbe abbassare la qualità». E Licio Palazzini, presidente della Consulta, invita a «scegliere tra i diversi modelli di servizio, che producono risultati più positivi». Massimo Paolicelli dell Aon annuncia uno scampato pericolo: «La Finanziaria ha cancellato l'articolo 105 che assegnava il 30% dei progetti ai disabili, un pericoloso precedente di "stampella" del welfare».
Luca Liverani


Data ultimo aggiornamento: 06/11/2014



Allegati:

- Rs 1213 Avvenire
  • Nohatespeech
  • PON Sicurezza
  • PAC
  • POAT GIOVENTU
SERVIZI ONLINE
Twitter FACEBOOK YOUTUBE RSS FLICKR
tappo banner
chiusura colonna
Sito ottimizzato per Internet Explorer 9