Sara, un anno da casco bianco nei difficili territori palestinesi (18-11-2007) (18/11/2007)

Un anno da "casco bianco". Al servizio nell`area di crisi e contesti di povertà, violenza, emarginazione, impegnata nel binomio indissolubile della promozione dei diritti umani e della costruzione della pace. Sara Venturini, 23 anni, laureata in Scienze politiche, il 9 dicembre partirà per Beit-Sahour, un chilometro da Betlemme, Palestina, come operatore di pace. Un anno da "casco bianco", volontaria in servizio civile nazionale che svolgono il loro periodo di servizio all`estero per dar voce a «una terra che vive ormai da più di 50 anni una situazione di conflitto e violenza strutturale accompagnata da continue violazioni di diritti umani - afferma Sara alla vigilia della sua partenza dopo due mesi di formazione - L`opportunità mi è stata data dall`associazione Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, che ha tra i tanti progetti anche quello dei caschi bianchi, ragazzi che svolgono il loro servizio condividendo la vita con i poveri che incontrano». E vivendo
esperienze nell`associazione di don Benzi «ho provato veramente cosa significa vivere il senso di una vera giustizia nella conaivisione con i piu poveri ed i più piccoli, ad iniziare dalle cose più semplici ed umili, come la propria quotidianità». L`attività di casco bianco nei Territori palestinesi è inserita all`interno di "Go`El", un progetto che offre sostegno a gruppi ed associazioni della società civile dei paesi coinvolti che lottano contro le violazioni dei diritti umani. «Il mio lavoro sarà pertanto quello di sostenere l`attività dell`Alternative information center, un`organizzazione locale israelo- palestinese che promuove un` informazione alternativa sul conflitto e sulle sue conseguenze socio eco- nomiche e un`azione di monitoraggio delle violazioni dei diritti umani. L`obiettivo- racconta Sara - è quello di tutelare i diritti dei gruppi più svantaggiati e più esposti alla violenza del conflitto e creare ambiti di dialogo e convivenza pacifica, cercando di promuovere da entrambe le parti, una consapevolezza a livello educativo, informativo e politico. L`informazione costituisce così una parte fondamentale del mandato del casco bianco, poiché dalla condivisione diretta con altre realtà scaturisce il bisogno di parlare, raccontare, testimoniare ciò che si vede e si vive in prima persona».


Data ultimo aggiornamento: 06/11/2014



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- Rs 11 18 Il Messaggero Edancona
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