La Cronaca dell'Udienza - Il servizio civile per una società più solidale (29-03-2009) (29/03/2009)

L'esperienza di dodicimila volontari raccontata al Papa

Oltre duecentomila giovani italiani hanno scelto di vivere l'esperienza del servizio civile da quando, otto anni fa, è stato istituito come volontariato. Attualmente all'opera ce ne sono più di quarantamila. Ma il successo del servizio civile non si misura solo con i numeri: il primo e vero traguardo si raggiunge se cambia lo stile di vita dei giovani che hanno vissuto questa esperienza e diventa una testimonianza sul campo per la non violenza e la solidarietà concreta. È questa convinzione che in dodicimila sono venuti a esprimere al Papa che li ha ricevuti, nella mattina di sabato 28 marzo, nell'aula Paolo vi.


Erano soprattutto giovani volontari, giunti da tutti Italia. Con loro anche i rappresentanti dei tremila enti che realizzano i progetti del servizio civile. I luoghi di provenienza li avevano scritti su migliaia di sciarpe bianche: accanto ai nomi delle città, quelli dei luoghi di servizio, dal Cottolengo alla Croce Rossa, dagli istituti di assistenza per disabili alla protezione civile.


Il Papa è arrivato nell'aula Paolo vi alle 12.15, accolto dal canto del Magnificat interpretato dalla cantante Alma Manera. È stato Carlo Giovanardi, sotto-segretario alla presidenza del Consiglio con delega al servizio civile, a presentare a Benedetto xvi questa realtà di volontariato. «Il servizio civile - ha detto - concorre alla costruzione e al mantenimento di rapporti di pace e solidarietà, attraverso l'attività svolta nei settori dell'assistenza, della prevenzione e della riabilitazione, della difesa del patrimonio ambientale e culturale e della protezione civile». È, dunque, un servizio «sempre più attento ai bisogni delle fasce più deboli della società» e «rappresenta oggi uno dei principali strumenti di intervento in materia di educazione civile e sostegno alla cittadinanza».


Giovanardi ha concluso il suo saluto al Papa rilevando come «questa volontà di mettersi al servizio del prossimo accomuna fortemente il servizio civile ai valori cristiani, che sono testimoniati oggi nel mondo da sedicimila missionari, che non fanno polemica ma dedicano la loro esistenza al servizio dei più poveri e dei più emarginati. Nato da queste forti radici, esiste dunque oggi un altro piccolo grande esercito di pace, costituito da ragazze e ragazzi e da molti enti pubblici e privati presso i quali sono impiegati».


Al termine dell'incontro il Papa ha salutato i genitori di Katia Salotti, la ventenne volontaria morta in un incidente stradale il 12 febbraio scorso mentre si recava a prestare il suo servizio alla Misericordia di Castelnuovo di Garfagnana.


Al Papa è stata donata una tela del pittore Angelo Accardi che ha interpretato spirito e ideali del servizio civile raffigurando «gerbere arancio in campo» come «simbolo del dono che i volontari quotidianamente offrono con il loro servizio al prossimo, nella costante ricerca del bene comune».


In precedenza, in attesa dell'incontro con Benedetto xvi, il gruppo musicale Eko's experience, formato da volontari, ha eseguito alcune canzoni. Tra queste «Libera le mani», divenuta un vero e proprio inno di quanti fanno il servizio civile. «Racconta che la nostra scelta "te la cambia la vita davvero senza andare poi così lontano"» spiegano i giovani autori Manuel e Alessio.


A delineare il profilo del volontario del servizio civile oggi è stato Leonzio Borea, capo dell'ufficio nazionale. «Siamo qui per testimoniare al Papa il significato e il valore di una scelta impegnativa, per ricevere la sua benedizione e per ascoltare le sue parole con totale apertura di mente e di cuore» ha detto. Benedetto xvi «rappresenta un punto di riferimento nel richiamo ai valori universali che devono ogni giorno ispirare la partecipazione alla vita sociale. Per questo nell'incontro con il Papa il servizio civile trova il suo momento di massima valorizzazione e il riconoscimento del ruolo sempre più pregnante che ha assunto nella comunità sociale e che auspico cresca sempre più in futuro».


Borea ha anche annunciato che ventuno volontari italiani, alcuni dei quali presenti all'aula Paolo vi, vivranno per sei mesi un'esperienza di servizio civile in cinque Paesi con i quali è stata stipulata una convenzione: Francia, Spagna, Germania, Polonia e Cipro. Un'apertura internazionale in vista dell'appuntamento del 2011, che il Parlamento europeo ha proclamato «anno del volontariato».


Con la libera scelta comune di dedicarsi agli altri, i giovani, pur provenienti da contesti e esperienze di vita differenti, toccano «con mano ogni giorno le difficoltà e lo sforzo che richiede convivere con la diversità, ma anche la ricchezza che ogni persona, pur in difficoltà, rappresenta per se stessa e per gli altri». Il servizio civile diventa così «uno stile di vita, mirato alla sobrietà, all'essenzialità che comporta una nuova modalità di relazioni umane e quindi di benessere sociale». In sintesi, «un modo di vivere all'insegna della solidarietà».


Data ultimo aggiornamento: 06/11/2014



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