Tanto entusiasmo e voglia di fare così cresce il servizio civile nazionale (31-01-2009) (31/01/2009)

Intervista con Leonzio Borea, Capo dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che gestisce l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.


Il Servizio Civile Nazionale è una realtà ormai radicata sul territorio e piace ai giovani. A cosa è dovuto tanto successo?

C'è molto entusiasmo intorno al Servizio Civile. Questo forse perché esso si colloca in una fase decisiva della vita dei giovani, quella che collega lo studio al lavoro. Fare una esperienza formativa così forte in questa "fase di passaggio" è sicuramente tra le chiavi del successo. Evidentemente i ragazzi di fronte ad una possibilità di rendersi utili non si tirano indietro, si impegnano, accettano la scommessa. Quello che emerge è una realtà di sensibilità, di maturazione civile presente anche nelle nuove generazioni.
Il Servizio Civile Nazionale piace perché i nostri giovani hanno interesse a riscoprire alcuni valori. Uno dei problema di questo millennio è quello della "frattura tra generazioni" e ritengo che i ragazzi intendano colmarla non solo formandosi meglio, ma dialogando con gli anziani, che costituiscono un prezioso tesoro, che i nostri giovani vogliono acquisire e valorizzare. Sono esperienze di alto profilo: servire la Patria e servire il prossimo, riscoprendo il primo precetto cristiano di "amare il prossimo".
Il Servizio Civile Nazionale è una scelta che forse non cambia la vita, certamente la modifica, la migliora. Alcuni ragazzi trovano la strada, molti altri dei valori in più. Il nostro Paese invece trova dei giovani volontari motivati, perché chi intraprende quest'attività, sarà un volontario per tutta la vita.

Quali sono i numeri del Servizio Civile Nazionale.

Dal 2001 al 2008 sono stati avviati in servizio 224.492 volontari, nel 2008 c'è stato un solo bando e sono stati avviati in servizio circa 30.000 giovani; nell'anno appena iniziato ne sono stati avviati 12.370. La maggior parte dei volontari, il 53,6% è impiegato nelle regioni meridionali. Rimane la connotazione rosa del SCN, in quanto le donne sono presente la maggioranza dei partecipanti.

Il Servizio Civile Nazionale dopo una costante crescita, registra da qualche tempo una progressiva diminuzione.

Il contingente dei volontari è stato dal 2001 al 2006 in crescita esponenziale passando da 181 a 45.890, successivamente la curva è stata discendente, nel 2007 i volontari impiegati sono stati 43.416 per ridursi ai 30.000 del 2008. Ciò perché il precedente governo ha ridotto i fondi da 300 a 250 milioni di euro. Devo precisare, in realtà, per il 2008 i 300 milioni di euro hanno subito la decurtazione di 33 milioni dovuta all'accantonamento disposto dal Ministro Padoa Schioppa. Di fatto i fondi utili sono stati 267 milioni di euro e la previsione di 250 milioni di euro per il 2009 ha fatto sì che la scure di Brunetta si abbattesse sulle previsioni già decurtate, portandole a 171 milioni di euro. Questa è la situazione ereditata a cui deve aggiungersi un debito pregresso di oltre 80 milioni di euro di contributi INPS che hanno gravato per il 25,4% sul Fondo destinato ai volontari.

Come pensa di invertire la tendenza

Siamo grati al Senatore Carlo Giovanardi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha la delega per il Servizio Civile Nazionale (SCN), il quale è fortemente legato a questa istituzione essendosi occupato personalmente, nel precedente governo Berlusconi (2001-2006) del Servizio Civile Nazionale determinandone la esponenziale crescita di cui ho fatto cenno.
L'impegno del Sottosegretario Giovanardi ha fatto si che il Sottosegretario Letta e il Presidente Berlusconi lo autorizzassero a reperire altri 40 milioni di euro tra i fondi residui della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ciò ovviamente consente di elevare il Fondo del 2009 a 211 milioni di euro. Ma vi è di più. Si è già ottenuto con il Decreto Legge anticrisi del 29 novembre 2008, l'eliminazione degli oneri previdenziali INPS a decorrere dal 1 gennaio 2009, con la contestuale possibilità di utilizzare il 25,4% dei fondi, per l'avvio di volontari di SCN.
In realtà di fronte ad un onere previdenziale di circa 50 milioni annui, l'INPS, per l'anomala equiparazione dell'indennità conferita al volontario ai rapporti di lavoro "Co.co.pro.", riconosce per un anno di SCN solo 4 mesi di contribuzione previdenziale, obbligando il volontario, per l'eventuale riscatto a una contribuzione "Co.co.pro." di almeno tre anni. Perciò di fatto i nostri volontari si vedevano riconosciuti pochi spiccioli per solo 4 mesi di contribuzione che probabilmente risultano del tutto irrecuperabili per quei volontari che nel loro futuro non avevano la possibilità di effettuare un lavoro di "Co.co.pro." per almeno tre anni.
Ovviamente 211 milioni senza l'onere INPS consentiranno di avviare in servizio nel 2009 oltre 30.000 volontari. Ma vi è di più!
Con Decreto del Presidente del Consiglio 28 novembre 2008 è stato costituito un gruppo tecnico di lavoro per la revisione della normativa vigente sul SCN, che si è già riunito a Palazzo Chigi il 16 dicembre u.s. e che ha alla studio la modifica della Legge quadro 6 marzo 2001, n. 64, anche per l'adeguamento della stessa alla Novella Costituzione introdotta all'articolo 118, ultimo comma, (Legge costituzionale 3 del 18/10/01) della Costituzione nel quale si introduce il principio della sussidiarietà e della cooperazione di Stato, Regioni, Provincia e Comuni per favorire l'iniziativa di attività di interesse generale e, quindi, la cornice costituzionale - che aveva dato origine alla Legge 64 e che trovava fondamento negli articoli 2 e 52 della Costituzione, nel primo dei quali veniva coniugata la necessaria esigenza di tutela dei diritti individuali delle persone con la insopprimibile necessità di ottemperare ai doveri di "solidarietà" - è sostanzialmente cambiata. In conclusione vorrei dire che mentre nell'attuale regime l'UNSC era costretto a finanziare, con circa metà dei fondi, progetti regionali, che vengono valutati ed approvati dalle singole Regioni, nel futuro le Regioni e gli stessi Enti di volontariato dovranno, in varia forma, contribuire alla realizzazione dei progetti di SCN.

Quali sono le prospettive future per il Servizio Civile Nazionale.

Paradossalmente anche sui fondi destinati al finanziamento dei progetti regionali grava l'imposta di 8,50% dell'IRAP che irrazionalmente colpisce l'indennità dei volontari di SCN come fosse reddito da attività produttiva, quale non è il Servizio Civile Nazionale, in quanto i giovani dedicano un anno della propria vita a servire la patria in maniera non violenta e non armata ed in forma del tutto volontaria, per cui non essendo possibile considerare l'indennità mensile quale retribuzione, non essendoci un rapporto di lavoro, la stessa indennità non può essere assoggettata all'imposta IRAP.
Attendiamo il provvedimento di devoluzione fiscale, che è allo studio del Governo, per eliminare tale anomalia.
Un altro obiettivo, fortemente voluto dagli stessi volontari, è il riconoscimento di uno "status" di volontario quale "servitore della patria" ed "educatore di pace" intendendosi la pace quale strumento di coesione e di benessere sociale per la ricerca e la realizzazione del bene comune.

 


Data ultimo aggiornamento: 06/11/2014



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