Servizio civile. Non facciamolo morire (04-07-2008) (04/07/2008)

PASSAGGI. Diego Cipriani lascia l'Ufficio nazionale

A occuparsi dei 34mila giovani dovrebbe arrivare Leonzio Borea, avvocato, ex senatore Udc, fedelissimo di Giovanardi.

Diego Cipriani lascia l`Ufficio nazionale per il Servizio civile chiedendo al governo di «non far morire il servizio civile». Nei 23 mesi passati alla guida dell`Ufficio nazionale, Cipriani ha visto calare i giovani in servizio civile da 53mila a 34mila: una diminuzione imputabile soprattutto al calo delle risorse. «Questa mia esperienza si è collocata temporalmente in un periodo particolare, perché di fatto da due anni il servizio civile si trova in una impasse», ammette Cipriani. «Per questo dico: ripartiamo da qui. Servono più risorse ma è anche importante rimettere mano a tutte le norme che lo regolamentano, a partire dalla legge per arrivare a tutte le circolari».

Un lavoro che Cipriani e il suo team avevano avviato: «Abbiamo fatto le audizioni con vari soggetti, gli enti, la consulta, mancavano solo le Regioni. E' un discorso che sarebbe opportuno riprendere e portare a termine». Anche da un governo diverso? «Soprattutto da parte di un governo che il servizio civile l`ha visto nascere, nel 2001. Credo abbiano tutto l`interesse a non farlo morire».

Come ultimo atto pubblico. Cipriani scrive al Corriere della Sera per affossare l`idea di un "esercito del lavoro" rilanciata da Salvatore Bragantini. «Non dico che un servizio civile obbligatorio non sarebbe una cosa buona, dico però che non condivido l`idea dì farlo organizzare alle Forze armate, come dice Bragantini». Soprattutto per Cipriani «non ha senso parlare di un "nuovo servizio civile", che dovrebbe riguardare 400-500 mila giovani e dimenticarsi intanto che il servizio civile già c`è e gli si potrebbero destinare maggiori risorse».

Che poi il servizio civile sia già un potente "collante" per accrescere il capitale sociale e una «concreta scuola di cittadinanza attiva e responsabile», Cipriani ci mette la mano sul fuoco: «Ho trovato tanti giovani veramente motivati e soddisfatti, è stata la parte più bella di questa esperienza, quello che mi ha più colpito.

Credo che questo sia un messaggio di speranza molto utile per noi adulti», dice. E i giovani, nella sua esperienza, hanno anche compreso molto meglio degli enti la differenza tra servizio civile e lavoro: «La figura del volontario in servizio civile è certamente una figura atipica, che viene paragonata al lavoratore più che altro per comodità degli enti. I giovani sono molto più coscienti della differenza tra le due cose».

Cipriani tornerà ora a lavorare presso la Caritas italiana, da cui proviene. Fin dagli anni 90, infatti, è stato responsabile del settore Obiezione di coscienza e servizio civile della Caritas, mentre prima di arrivare all`Ufficio nazionale è stato presidente della Cnesc e consulente dell`Ufficio nazionale per il Servizio civile. Al suo posto dovrebbe arrivare Leonzio Borea,
avvocato salernitano fedelissimo di Giovanardi.

IL SUCCESSORE. Leonzio Borea, detto Leo, è nato a Sapri nel 1951, è sposato e ha tre figli. E avvocato penalista ed è stato senatore per l`Udc dal 2001 al 2006. In quella legislatura, a partire da gennaio 2002, è stato vicepresidente della commissione Giustizia del Senato. È stato relatore della legge sull`indultino del 1 ° agosto 2003 e della legge Cirami sul legittimo sospetto. Ha guidato diverse delegazioni ispettive nelle carceri italiane. A inizio 2008, insieme a Giovanardi, ha lasciato l`Udc per passare al Pdl.

Sara De Carli


Data ultimo aggiornamento: 06/11/2014



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