Servizio civile, al via il bando (22-06-2008) (22/06/2008)

"Famiglia Cristiana" n. 25 del 22 giugno 2008

Servizio civile, al via il bando
di Alberto Chiara

Sono disponibili 34.094 posti di cui 657 all'Estero. Diego Cipriani denuncia: "Fondi insufficienti".

Sopravvive. Nonostante i tanti problemi che l'assillano. Ma resiste. E già questa è una notizia.
Il servizio civile torna alla ribalta. La Gazzetta Ufficiale del 6 giugno pubblica il bando di selezione per 34.094 posti, 33.437 in Italia e 657 all'estero. Una campagna di sensibilizzazione, con tanto di spot televisivo, prova a far breccia nelle menti e nei cuori.
Tutto bene, allora? "Si e no", risponde Diego Cipriani, 45 anni, già obiettore di coscienza, formatosi nel mondo cattolico (è stato a lungo in Caritas), dall'agosto 2006 direttore generale dell'Ufficio nazionale per il servizio civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ora al termine del suo mandato. "Viviamo una sorta di paradossale contraddizione. Da un lato, una certa Italia continua ad avere bisogno d'aiuto e i giovani - checché se ne dica - manifestano ancora la volontà di impegnarsi. Dall'altro lato, però, i finanziamenti non sono sufficienti. Nel 2007 potevamo contare su 250 milioni circa, quest'anno su poco meno di 300 milioni. Che non bastano. Per avere un servizio civile all'altezza delle aspettative (e dunque con almeno 45-50.000 giovani impegnati ogni anno) dovremmo avere 400 milioni. Se si detassassero i rimborsi mensili dati ai volontari si recupererebbero immediatamente fondi utili".
L'attenzione personale dei massimi responsabili politici è fuori discussione. "Durante il Governo Prodi, sia il Ministro Ferrero, sia il sottosegretario Cristina De Luca hanno fatto quello che potevano, così come, prima di loro, ha fatto il Ministro Carlo Giovanardi, che è tornato ad occuparsi della questione come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nell'attuale Governo Berlusconi. Il problema si pone quando si deve redigere la finanziaria e far quadrare i conti", prosegue Cipriani.
"Per ogni posto contenuto nei bandi vengono presentate in media tre domande. Noi selezioniamo i progetti messi a punto dagli enti (Caritas, Arci, Misericordie, Anpas, Acli, Salesiani, Lega delle cooperative e tanti altri ancora), che a loro volta selezionano i giovani. Il servizio civile non è ancora quel diritto a tutto tondo che lo Stato ha proclamato essere con la legge 64 del 6 marzo 2001".
E dire che mantiene intatta la sua valenza di "palestra di cittadinanza". "Le motivazioni che spingono i ragazzi a farsi avanti possono risultare "deboli" (i 433,82 euro al mese invogliano chi, specialmente al Sud, fatica a trovare lavoro)", spiega Cipriani. "Ma al termine dei dodici mesi, grazie anche alla formazione avuta, tutti ammettono di aver capito a fondo, condividendoli, alcuni fondamentali valori sociali. Parole come "servizio", "solidarietà", "Patria" (intesa come comunità di persone) e "territorio" (inteso come patrimonio d'arte da salvaguardare, o come ambiente da proteggere) assumono per i giovani che vivono quest'esperienza un significato pieno. I soldi che lo Stato investe in questo settore rappresentano un investimento lungimirante".
Tra i settori d'impiego, l'assistenza (agli anziani non autosufficienti, alla gente in difficoltà, agli ammalati) rappresenta il 61,64% del totale, l'educazione il 19,91%, la difesa del patrimonio culturale italiano il 10,60%, la tutela ambientale il 3,76%, la protezione civile il 2,27%.
Le domande per il bando 2008 devono essere presentate direttamente agli enti che propongono progetti entro le ore 14,00 del 7 luglio. Per informazioni, telefonare al numero 848.80.07.15, oppure si può consultare il sito www.serviziocivile.it.

 


Data ultimo aggiornamento: 06/11/2014



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