L'italia modello per il servizio civile europeo (30-11-2003) (30/11/2003)

Luca Liverani 

Meeting a Roma per mettere in comune le esperienze della Comunità
Le prime iniziative internazionali raccolgono numerose adesioni tra i giovani

Parte da Roma il percorso che porterà nei prossimi anni a un servizio civile europeo. La prima pietra è un documento, promosso dal governo italiano, e sottoscritto da 21 paesi. La prossima tappa è un nuovo appuntamento in primavera, per giungere a una piattaforma comune. Ancora a Roma: perché è l'Italia, con il suo servizio civile volontario ormai decollato con successo, il modello cui molti paesi stanno guardando. L'Italia, dunque, come anche la Germania. E da Bruxelles la Commissione europea fa il tifo: perché - parafrasando Massimo D'Azeglio - "fatta l'Europa, bisogna fare gli europei".
È questo il messaggio che chiude la prima Conferenza europea sul servizio civile. Due giorni di messa in comune di esperienze e di contatti tra paesi che hanno già una tradizione consolidata, come Italia e Germania, o che lo hanno scoperto solo adesso, come la Francia, o che hanno una grande voglia di cominciare, come la Lituania. Joao Vale De Almeida, direttore dell'ufficio Ue educazione e cultura, esprime tutto il suo apprezzamento.
Chi crede fermamente nel valore dell'anno di servizio è Carlo Giovanardi: «È bene che i nostri giovani comincino a ragionare in termini europei - dice il ministro per i Rapporti col parlamento con delega in materia - nulla di meglio che svolgere il servizio civile in altri paesi o entrare in contatto con giovani stranieri». Concetti analoghi nelle parole del Presidente della Repubblica: «Il servizio civile - si legge nel messaggio inviato da Carlo Azeglio Ciampi - contribuisce ad offrire ai giovani la possibilità di una esperienza professionale e culturale preziosa per la loro crescita individuale, un momento importante di formazione per un'attiva partecipazione alla vita della collettività». E «le istituzioni devono rafforzare l'impegno» per «la creazione di un sistema integrato di servizio civile europeo che consentirà ai giovani di servire la res pubblica nelle diverse realtà europee».
Il servizio civile europeo, in realtà, non esiste solo sulla carta. Due almeno i "prototipi". Del primo parla Massimo Palombi: «Per il semestre di presidenza italiana dell'Ue - spiega il direttore dell'Ufficio nazionale del servizio civile - abbiamo promosso un bando straordinario per progetti nei paesi europei: erano 200 posti abbiamo dovuto portarli a 440 per far fronte alla domande». I 64 progetti di enti locali o associazioni coinvolgono 24 paesi. «Non dimentichiamo, ricorda Palombi, che nella bozza di Costituzione dell'Ue si parla di servizio civile umanitario in Europa e nel mondo». E c'è anche lo Sve, il servizio volontario europeo, un programma comunitario che coinvolge 3.500 giovani soprattutto in scambi culturali. Una buona base di partenza.


Data ultimo aggiornamento: 06/11/2014



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