Nelle realtà più difficili c`è il Progetto Napoli (18-02-2008) (18/02/2008)

In Campania - Gli obiettivi: contrasto alla tossicodipendenza e all`abbandono scolastico, educazione ai diritti e impegno nell`assistenza

Sono 1.934 i volontari che nel dicembre scorso hanno iniziato il loro servizio civile a Napoli e provincia. Il bando del Progetto Napoli era stato indetto nel luglio 2007 ed era frutto della collaborazione tra il ministero della Solidarietà sociale, la Regione Campania, la Provincia e il Comune di Napoli. I progetti (52 nel capoluogo e 54 nella provincia) riguardano soprattutto attività di lotta alla tossicodipendenza e all`abbandono scolastico, l`impegno nell`educazione ai diritti del cittadino e in varie forme di assistenza.
Lo scopo del progetto è sostanzialmente quello di creare un`occasione in più per costruire legalità e convivenza civile, con un occhio, tra l`altro, ai giovani che spesso hanno meno opportunità di altri, visto che il 20% dei posti era riservato a quelli inpossesso del solo diploma di scuola media inferiore. Un`occasione che è stata colta volentieri, visto che sono state ben 5.228 le domande di prestare il servizio. Come sta andando il progetto?
«La maggior parte dei nostri volontari in servizio civile spiega Alfonso De Martino, referente regionale della Caritas per il servizio civile in Campania - è impegnata su realtà difficili, per esempio in attività di supporto in alcune scuole a rischio, in territori come Monteruscello, dove è divampata tra l`altro l`emergenza rifiuti con blocchi stradali e atti di vandalismo. I docenti e gli stessi presidi ci chiedono altri volontari, perché hanno bisogno di collaboratori nelle classi, come tutor di ragazzi disagiati o diversamente abili. L`educazione alla legalità è fondamentale in questi luoghi». Certo, le difficoltà non mancano: «Napoli è una città contraddittoria, e i volontari da soli non possono risolvere i mali di una città, soprattutto se il germe vive talvolta nelle istituzioni. A questo, poi, si associa la mancanza di strutture e di progettualità. Anche se la Regione, soprattutto attraverso l`ufficio servizio civile, si sta impegnando molto, quello che manca è una sinergia tra gli enti. Non è facile, per fare un esempio, portare avanti un progetto di educazione alla legalità nelle scuole di Pozzuoli, città commissariata per infiltrazioni camorristiche. Però qualche risultato sivede: se a Pozzuoli con 200 volontari recupero dieci ragazzi dalla strada, per me è un successo». Per ora non sono previsti ulteriori bandi di questo tipo. «Altri Progetti Napoli sarebbero ben accolti - commenta De Martino - purché il servizio civile non diventi un surrogato del lavoro giovanile e rimanga quello che deve essere: un anno di volontariato, nonun sottoimpiego. Ma capisco i tanti ragazzi che lo prendono come un lavoro, visto quanto è difficile la realtà qui. Proprio per questo uno dei nostri obiettivi è quello di creare un`opportunità per questi giovani una volta finito il servizio civile. E infatti ce ne sono tanti che fino a ieri erano per strada e oggi sono con noi, si occupano di bambini e di immigrazione».


Data ultimo aggiornamento: 06/11/2014



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- Il Sole 24 Ore 18 02 08
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